Da Shakespeare a Ionesco, intervista con Valerio Binasco

a cura di Marta Cristofanini e Matteo Valentini   Grazie alla generosa, piacevole intercessione dell’ufficio stampa del Teatro della Tosse, intervistiamo Valerio Binasco dopo alcuni giorni passati nella sala Campana ad assistere alle prove de La Lezione di Ionesco. Un’anticamera necessaria

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Por la vida: una denuncia appassionata scuote il palco dell’Altrove

di Marta Cristofanini L’inizio dello spettacolo è cauto, incorniciato da luci soffuse: un tango, mollemente sfiatato dalla fisarmonica di un musicista in scena, accompagna indolente i movimenti dapprima trasognati, poi sempre più decisi di una danzatrice in rosso che, dando

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Le Minima Moralia di Pino Petruzzelli: L’uomo che raccoglieva bottiglie

di Massimo Milella Pasquale è nato in un piccolo paese che, come tradisce la cadenza dialettale del suo racconto ed il paesaggio evocato, può avere a che fare con la zona di Manfredonia, nel Gargano. A tredici anni decide di

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Le molte lettere di Paolo Nani

di Marta Cristofanini Il Cantiere Campana del Teatro della Tosse ha ospitato dal sei all’otto febbraio il capolavoro artistico del clownattore Paolo Nani. Lo spettacolo, attivo dal 1992, ha superato le 900 repliche, calcando i palchi di tutto il mondo:

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Gogol in un affresco grottesco

di Matteo Valentini «Quando devo affrontare un nuovo titolo parto sempre da una domanda che per me è fondamentale: come posso rendere credibili i personaggi protagonisti di questa storia? Quali temi di quest’opera suscitano in me immagini che risuonano nel

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Antonio Rezza: 7, 14, 21, 28 volte mattatore

di Marta Cristofanini L’essenzialità del loro sodalizio è rimarcata nell’eterna riproposta dei due nomi sempre immancabilmente in coppia: Antonio Rezza e Flavia Mastrella. Dopo lo strepitoso successo di Fratto_X l’anno scorso, presentano in questa stagione il precedente 7-14-21-28. I due

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Emma e le sue sorelle: l’inno alla vita cantato dalla morte

di Marta Cristofanini Sette sorelle. Sette donne ci fronteggiano altere, senza paura, con quell’autenticità sfrontata che zampilla dagli occhi tipica delle donne del sud. Sette corpi femminili febbricitanti, innocenti ed irrequieti, scanzonati e vigorosi come quelli delle bambine che sono

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