“Art you lost?”: la ricerca del tempo ritrovato

di Matteo Valentini

Foto di Ilaria Scarpa

Foto di Ilaria Scarpa

La memoria collettiva e individuale, rappresentata e trasmessa in un’opera d’arte che ingloba e coinvolge gli spettatori, è l’oggetto di “Art you lost?”, un progetto installativo ideato a partire dalla fine del 2012 da Lacasadargilla, Muta Imago, Santasangre e Matteo Angius, allestito nella scuola elementare “Pascucci” di Santarcangelo e animato dalle tracce di vita che i cittadini della città romagnola hanno deciso di condividere con gli artisti e con gli spettatori.

“Spettatori” non è un termine adeguato a questo tipo di esperienza: lo spettatore, per definizione, “spectat”, guarda, osserva, contempla, magari ammira, ma ha davanti a sé un diaframma che lo divide dall’opera d’arte. In questo caso si dovrebbe parlare di “visitatori”, che entrano di soppiatto o rumorosamente nella memoria e nella vita di qualche sconosciuto e che, di fronte ad essa, possono rimanere freddi o lasciarsi trasportare, non importa: non si tratta di curiosità da reality show, non di pruriti da buco della serratura, per cui o si è interessati oppure il telecomando cambia canale. Fondamentale è il fatto che tutti “agiscano” l’opera d’arte, la ascoltino, la tocchino, la leggano e vedano materializzati ricordi, sogni e avventure.

L’accesso non è dei più semplici: un intricato labirinto di piante rappresenta lo sforzo necessario per inoltrarsi nell’io altrui e divide il cuore dell’installazione, il cortile della scuola, dal proprio mondo quotidiano. Le fotografie, che si susseguono proiettate sul muro, imprimono nella mente le centinaia di visi protagonisti di questo progetto; i tubi di alluminio che si diramano tutt’intorno, raccontando una storia sempre diversa, ricreano l’intimità di una conversazione telefonica; i fogli, più o meno segnati da ricordi di canzoni, discoteche o balere, sono disposti in modo da rendere difficoltoso transitare sulla scala che collega il cortile al piano superiore. Qui infiniti oggetti hanno infiniti rimandi a infinite spiegazioni: impossibile interessarsi a tutti, ma il colpo d’occhio è surreale ed emoziona avere sotto gli occhi un corpo che da inerte passa a traccia di memoria. Al centro dell’installazione, un’enorme mappa di Santarcangelo, le cui vie sono vergate dagli avvenimenti lì accaduti, collega i protagonisti dell’opera alla loro città: il cerchio si chiude.

Nel titolo “Art you lost?” si saldano le due anime dell’opera: il lavoro sul tempo compiuto dagli artisti e la concentrazione sull’individuo in rapporto alla propria storia, alla collettività in cui si è formato e ai visitatori che, tra gli ostacoli posti da qualcun altro contro il tempo, cercano e, forse, trovano anche una parte di se stessi.

 

Art you lost?

ideazione e produzione Lisa Ferlazzo Natoli, Alice Palazzi, Maddalena Parise, Alessandro Ferroni (lacasadargilla); Claudia Sorace e Riccardo Fazi (Muta Imago); Luca Brinchi e Roberta Zanardo (Santasangre); Matteo Angius
direzione tecnica Maria Elena Fusacchia
promozione e organizzazione Francesca Corona (PAV)
coproduzione Santarcangelo •12 •13 •14 Festival Internazionale del Teatro in Piazza
Creato per la prima volta al Teatro India di Roma per il progetto Perdutamente nel dicembre del 2012

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