L’on the road polacco fa tappa a Genova

di Marta Cristofanini

4

 

La diciannovesima Rassegna di drammaturgia contemporanea, che anche quest’anno è riuscita a garantirsi un nutrito pubblico – complici l’abituale qualità dei lavori presentati e l’approvatissimo “ingresso libero”- si è conclusa sabato 31 maggio con lo scoppiettante “Una coppia di poveri romeni che parlano polacco.” Questa tragicommedia è nata dalla giovanissima mano di Dorota Maslowska che, diciannovenne, si immerge in un universo sociale variegato ed eterogeneo in cui il solo elemento comune sembra essere rappresentato dalla manifesta diffidenza verso i due giovani protagonisti della storia: loro malgrado, essi divengono per lo spettatore il Dante e il Virgilio di un (non tanto) immaginario inferno polacco, dove gli iperbolici caratteri dei personaggi via via incontrati tradiscono un preciso intento ritrattistico. Il testo quindi si dichiara come febbrile testimonianza di un feroce e quanto mai autentico campionario umano le cui principali vittime si trovano ad essere i due sbandati protagonisti, Parcha e Dzhina.

L’andamento generale dello spettacolo è impostato su di un disvelamento graduale dell’identità dei giovani girovaghi; l’incipit alluderebbe all’inizio di una commedia dal sapore amaro sui rapporti multiculturali: assistiamo all’ “offerta” (delicatamente indotta con l’aiuto di un coltello a serramanico) di un passaggio in macchina da parte di un signore perbene di mezza età ad una coppia di “poveri romeni” in evidente stato di alterazione psicosomatica. La giovane, Dzhina, è incinta, sniffa colla ed è completamente sottomessa all’amante-cugino Parcha, un intraprendente farabutto dalla parlantina sciolta e dall’atteggiamento poco cavalleresco. I due sono disposti ad andare ovunque la macchina li possa condurre, cosa che non impedisce loro di vagheggiare su di una fantomatica nave presso cui imbarcarsi. Il primo episodio-incontro, dove è doveroso sottolineare il talento comico del piagnucoloso e ipocritamente retto conducente interpretato da Davide Mazzella, si conclude con il dono di mp3 e mazzi di banconote da parte di Parcha al guidatore, come ricompensa per la sua disponibilità, e la conseguente fuga della coppia.

Il secondo incontro avviene in quello che parrebbe essere un bar-autogrill, dove avviene la prima parziale rivelazione: il povero romeno in realtà sarebbe l’attore interprete di Padre Gregorio in “Don Matteo 4” il quale deve avvisare di non poter arrivare in tempo sul set la mattina dopo…in realtà i due poveri romeni sono solo due poveri polacchi reduci da una festa a tema “Sporchi e mal vestiti”, gonfi di alcool e completamente strafatti. Lentamente, in direzione Varsavia, le finzioni cadono una dopo l’altra, stancamente, come usurati costumi di scena, denudando impietosamente, nella climax dei due monologhi finali, due vite improntate alla disperazione, al vuoto, ad un disagio esistenziale che parrebbe riflettere quello più generale di una società allo sbando, popolata da un’umanità che, giovane o vecchia che sia, è sprovvista di risorse, difese, risposte. Se da una parte Parcha è intrappolato in un rapporto ambivalente con il suo ruolo, invaso da un senso di passiva solitudine fornitagli da volgare notorietà e fittizia ammirazione, dall’altra Dzhina è una ragazza madre senza prospettive per il futuro, svogliata, dipendente dalle droghe e da un sesso indiscriminato che la abbrutisce, svilendola. Nell’ultima tappa, nella casa di un uomo paranoico e isolato dal mondo, che si porta dietro una novella coperta di Linus composta da sacchetti di plastica inanellati insieme, l’amicizia tra i due parrebbe un happy ending quasi loro dovuto. Ma l’incomunicabilità e il persistere del rinserramento nella propria cella emotiva avranno -definitivamente- la meglio.

Dall’essenziale regia di Marco Taddei e dalla fresca energia dei giovani diplomandi della Scuola dello Stabile sgorga questo spettacolo ibrido, in cui momenti di fumettistica comicità si alternano a momenti di schietta riflessione sul disagio e l’amoralità drammatica di un vivere ai margini incompleto, profondamente disorientante. La sceneggiatura dà voce, in termini allegorici, ad un malessere psichico collettivo, ad una depressione nazionale a cui non sembra rispondere una maturità sociale consolidata; la scena finale dell’ultima deposizione alla polizia, quella di Parcha, letteralmente salpa verso una nebbia che disfa il tempo e lo spazio oggettivi, in cui i personaggi dell’appena narrato on the road si contaminano a vicenda, realtà e dimensione onirica si fanno indistinguibili l’uno dall’altro – e, in questo, forti divengono gli echi dai film del regista jugoslavo Emir Kusturica, con cui il testo a mio parere condivide assonanze stilistiche.

La risposta maggiormente consolatoria in tale panorama desolante sembra essere -ancora- la fuga dalla inesorabile concretezza dei fatti; il viaggio rocambolesco, senza identità continua verso il rifugio della fiaba-nera, della narrazione surreale, della finzione. Sarà stata scelta a caso dall’autrice l’identità rom fittizia? La simbolica marcia verso nessun dove, l’impossibilità di un aiuto, la negazione di un qualsivoglia riconoscimento, il nomadismo senza radici,rigettato e disprezzato che caratterizza questo popolo? Il travestimento prosegue ad oltranza: l’assurdo del non-avvenuto riecheggia quello che, reale, esiste. Solo, inventa linee per ciò che è disordinatamente sparso e recide l’ansia per un impossibile rimedio evaporando in un picaresco, evanescente sogno: una dichiarazione di divorzio dalla realtà.

 

UNA COPPIA DI POVERI ROMENI CHE PARLANO POLACCO

di Dorota Maslowska

Versione italiana  Marco Valenti

Regia  Marco Taddei

Assistente alla regia  Paolo Li Volsi

Scenografia e costumi  Sara Canepa

Personaggi e interpreti: Parcha/Matteo Sintucci, Dzhina/Valeria Angelozzi, conducente-Wiesiek-vecchio-polizia/Davide Mazzella, polizia-barista-donna/Valentina Illuminati

Produzione Teatro Stabile di Genova

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: