La schietta eleganza della contemporaneità: “Vera, Vera, Vera”

di Matteo Valentini

vera

 

“Vera, Vera, Vera” è la prima prova drammaturgica della giovane attrice inglese Hayley Squires, scritta e messa in scena al Royal Court di Londra nel 2012. La pièce è rappresentata alla Piccola Corte, nell’ambito della XIX Rassegna di drammaturgia contemporanea , da cinque allievi diplomati alla scuola di recitazione “Mariangela Melato” e diretti da Tommaso Benvenuti.

Il titolo è ispirato a Vera Lynn, la celebre cantante inglese, che negli anni della seconda guerra mondiale con le sue canzoni leggere e orecchiabili, ora amorose ora patriottiche, incitava e confortava i soldati anglosassoni. Sono suoi i cinque brani dal sapore swing che scandiscono gli atti e contribuiscono a conferire unità allo spettacolo, il quale messo in moto da un evento di guerra, si avventura fruttuosamente in altri temi attuali, come la violenza nei videogiochi e i social network. Sulla superficie della trama si aprono così brevi squarci, che illuminano questioni troppo spesso discusse con infinita prolissità e qui affidate a un semplice scambio di battute con immediatezza e, verrebbe da dire, eleganza.

La storia, godibile e agile, vede la morte di Bobby in Afghanistan mettere in crisi le dinamiche, già in bilico, tra i suoi due fratelli: Danny (Michele De Paola) e Emily (Rachele Canella). Quest’utima da alcuni mesi è l’amante segreta di Lee (Giovanni Malafronte), migliore amico del defunto e profondamente disprezzato da Danny. A piangere il ragazzo ucciso pensa anche Charlie (Giulia Eugeni), cugina dei tre fratelli, preoccupata per la sorte di Sammy (Luigi Bignone), un ragazzino tutto preso dal progetto di vendetta contro un bullo.

A causa della sua netta divisione in atti e del mancato incontro fra il gruppo dei “grandi”, Emily, Danny e Lee, e quello dei ragazzini, la trama potrebbe essere percepita come un poco sfilacciata: il pericolo è evitato, oltre che dai forti temi contemporanei che la attraversano per intero, dall’indagine sui personaggi e sui rapporti fra loro. La supposta mancanza di affetto fraterno tra Danny e Emily, l’ambiguità di lei nei confronti di Lee, l’effimerità o meno del rapporto tra Charlie e Sammy,i collegamenti sotterranei fra le due dimensioni che percorrono parallelamente la storia, fanno una gran presa sul pubblico.

La regia di Tommaso Benvenuti lascia molta libertà agli attori e si manifesta solo nell’enigmatica scena finale, in cui i due piani si incontrano ma non dialogano: simbolo della diversità fra generazioni o silenziosa prefigurazione di un destino ineluttabile di degrado? A un mondo adulto, stanco e irrimediabilmente corrotto si contrappongono davvero persone nuove, spontanee e vivaci? Oppure ogni generazione nasce sana, ma incontra sulla strada irresistibili strumenti di suicidio? Hayley Squires non risponde ma fornisce ampiamente gli strumenti per farlo, evitando così una facile deriva moralista. I cinque attori, che si erano già distinti ne “Le Baccanti” di Mesciulam, si confermano in un ambito più professionale di quello dell’esercitazione. Spiccano soprattutto Michele De Paola per la puntuale espressività, Luigi Bignone per la controllata spensieratezza della recitazione e Rachele Canella per l’interpretazione del toccante monologo rivolto a Lee.

 

VERA, VERA, VERA

di Hayley Squires

Versione italiana  Giuliana Manganelli

Regia  Tommaso Benvenuti

Assistente alla regia  Chiara Niccoli

Adattamento musicale  Giovanni Malafronte

Personaggi e interpreti  Charlie/Giulia Eugeni, Sammy/Luigi Bignone, Emily/Rachele Canella, Danny/Michele De Paola, Lee/Giovanni Malafronte

Produzione  Teatro Stabile di Genova

 

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