La formula anticrisi di “C Credo”

di Matteo Valentini

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Il gruppo di persone che, due anni fa, ha contribuito a dar vita a questa pièce prende il nome di Collettivo C: per due mesi sono state ricevute e inviate al suo interno centinaia di mail formate da parole che cominciavano esclusivamente con la lettera “c”. Il coordinatore del gruppo era Michele Beltrami, che ha messo insieme il materiale a disposizione e ha creato “C Credo”, in scena al Teatro Akropolis il 17 aprile.

L’assenza di palcoscenico svela una delle due anime dell’opera: la comunione tra l’attore monologante Michele Beltrami e il pubblico vuole essere metafora di quella necessaria a tutte le persone per uscire dall’odierna crisi spirituale e esistenziale, oltre che economica e politica. Sullo stesso piano della prima fila di sedie è posta un’impalcatura agghindata con svariati oggetti, il cui nome, chiaramente, inizia con la lettera che domina lo spettacolo: un cerchio di legno, una cassetta delle lettere, un casco, una chapliniana bombetta chiamata Charlot non a caso, una corda, un rotolo di carta igienica, una cuccia.

Michele Beltrami veicola il messaggio della “social catena” anche attraverso la ricerca di contatto con e tra gli spettatori: mentre le iniziali strette di mano diventano abbracci, il raggio d’azione si sposta dallo spazio dell’attore all’intera platea e “Power to the people” di John Lennon si diffonde dalle casse sparse in sala. L’effetto è suggestivo e con forza trasmette la speranza che uniti e con un nuovo stile di vita, lontano dalla confusione della modernità e più attento alle esigenze umane, si possa cambiare in positivo. Punto fondamentale per la riuscita di questo ideale è evadere dagli spazi soffocanti che ci circondano e comunicare con ogni mezzo: “Comunichiamo. Comunichiamo, consapevolmente. Comunichiamo con concetti chiari…comunichiamo con chiunque, chiunque comunichi, cercando connessioni”.

La citazione fa luce sulla seconda anima dello spettacolo: la sperimentazione linguistica e drammaturgica, tramite di una comicità intelligente ma non astrusa, immediata ma non banale. Il testo si affaccia continuamente sul ciglio della disgregazione, tanto il gioco con le parole si fa vivace e le raffiche comiche apparentemente incontrollabili, ma non arriva mai al punto di rottura e di questo il pubblico si meraviglia, quasi stupefatto dalla malleabilità della propria lingua quotidiana. un esempio su tutti può essere la riscrittura dei dieci comandamenti, soprattutto del nono “Chi cupidigia cose, crepi!” e del decimo “Chi cupidigia cosce, crepi!”.

Questo ultimo aspetto è certamente il più interessante: dietro il brillante virtuosismo linguistico, si coglie un minuzioso lavoro che allarga l’orizzonte della scrittura teatrale. Al contrario, poco innovativo e statico risulta il messaggio, nonostante il suo apparente percorso di crescita. Il gioioso abbraccio embrionale; il tentativo di Cosimo, barone rampante, di affratellare gli uomini in veste di solitario legislatore; la necessità di superare il personaggio calviniano e unire la sua figura al resto delle persone, sono tappe di un percorso in cui il contenuto è ogni volta riproposto sostanzialmente immutato, già espresso nella prima parte dello spettacolo con molta meno stanchezza. Inoltre i temi trattati, dall’ecologia, all’anticlericalismo, all’abbandono di ogni chiusura mentale, possono indubbiamente sovrapporsi in un ragionamento molto generale, vagamente hippie, ma in un’opera teatrale esigono un trattamento più preciso e profondo. Lo spettacolo, scagliandosi contro la rigida e inumana conformità del nostro mondo, finisce in un atteggiamento lassista, che non sviluppa le idee – buone – che propone e confonde, per esempio, il cosiddetto “ritorno alla terra” con un’idea della campagna tutta fiori, frutti e tranquillità. In definitiva risulta convincente e originale l’intuizione della “C”, ma scontato e riduttivo il messaggio del “Credo”.

 

C CREDO L’unico spettacolo al mondo con una sola lettera!

Regia Paola Cannizzaro, Michele Beltrami

Scritto da Michele Beltrami in collaborazione con Collettivo C

Con Michele Beltrami

Musiche originali Coscarelli e i suoi fratelli

Produzione Teatro Belcan

 

 

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