Il tempio di Frida Kahlo: Viva la vida! torna a casa

di Massimo Milella

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Presso il piccolo Auditorium degli Emiliani, a Genova Nervi, va in scena uno dei titoli di maggiore interesse nell’ambito della stagione che Daniela Ardini e la sua Lunaria Teatro hanno organizzato nel Levante genovese. Viva la vida!, monologo di Pino Cacucci, è una disperata ma vitale autobiografia di Frida Kahlo, che in questo testo s’immagina che racconti al pubblico la propria battaglia con la morte, la Pelona, e le sofferte vicende della propria vita artistica e sentimentale. La realizzazione scenica è a cura di Assemblea Teatro, compagnia che può vantare oltre 45 anni di attività, nata come una semplice realtà di quartiere ma ormai attiva a livello internazionale.

Lo spettacolo di Giovanni Boni e di Renzo Sicco, quest’ultimo anche direttore artistico di Assemblea Teatro, ha una prima importante caratteristica: non si nasconde. Il sipario è aperto su una scenografia sovraccarica di segni, cornici, specchi, libri aperti su disegni inneggianti al comunismo, mentre lo stesso Sicco, invitato a presentare lo spettacolo che sta per iniziare, racconta al pubblico i riscontri emotivi eccezionali suscitati da questo Viva la Vida! nella sua versione oltreoceano: una tournèe che ha toccato ben cinque Paesi di Centro e Sudamerica, Messico incluso. La tappa genovese è un ritorno a casa, non solo per lo spettacolo, ma anche per la sua interprete Annapaola Bardeloni, attrice italo-uruguayana da molti anni legata a Assemblea Teatro e diplomata presso lo Stabile di Genova.

Superata l’impressione iniziale di staticità, così lontana dalla tendenza di molti allestimenti italiani contemporanei, la scena di Viva la vida! prende sempre più la forma di un altare laico, del tutto coerente con l’eroina atipica che sta per salire in scena. La Bardeloni racconterà così la sua Frida, seduta all’interno di un’elegante cornice, circondata da un’aura di sacralità con cui riuscirà a giocare con non comune senso dell’equilibrio e dell’ironia. L’attrice conosce il suo mestiere, non si lascia vincere dalla tentazione di rompere le regole della quarta parete, eppure la sua Frida vive ugualmente, cercando una raffinata complicità con il pubblico, chiedendogli implicitamente di schierarsi con o contro di lei. In questo modo l’attrice riesce a rendere l’idea di un personaggio ricco, il cui fascino si mostra anche in aspetti discutibili ed oscuri. E la scena è la sua alleata, poiché acquisisce un suo movimento interno tendente ad un’amara ironia: diventa, cioè, un tempio anacronistico per una sofferenza comune.

La Morte, interpretata da Luisella Tamietto, è sempre in scena in qualità di controparte muta che lentamente si prepara, nello scorrere del racconto, ad accogliere la protagonista nella scena finale. L’idea della presenza incombente della Pelona è immediatamente chiara ma, proprio per questo, dopo pochi minuti, non si avverte più l’esigenza di vederla fisicamente. La Tamietto, le va dato atto, dosa la sua presenza con tutta la riservatezza ed il controllo di cui è capace, ma resta superflua drammaturgicamente. Sempre sul piano drammaturgico, in continuità con il testo di Cacucci, si sceglie il racconto a ruota libera, come se Frida giustapponesse i suoi ricordi e li sottoponesse al pubblico così come le vengono. Il suo diventa così più uno sfogo che una testimonianza, più un atto liberatorio che non una rivendicazione orgogliosa del proprio amore e della propria sofferenza. Una scelta, questa, che stampata su un libro può rivelarsi accettabile, ma che in scena produce un risultato doppio: discontinuità nella tenuta del racconto e assenza di un vero e proprio climax.

Tuttavia, è innegabile che lo spettacolo non resti affatto incollato alla carta stampata da cui è stato originato e risulti, invece, onesto nel suo impianto, merito di Sicco e Boni, e vivo e dignitoso in scena, grazie alla Bardeloni. Degno di menzione, infine, è il montaggio video in cui Pejrolo, altro regista di Assemblea Teatro, anima alcune opere della Kahlo, in un finale dai toni epici, che pare l’introduzione ideale per la celebre mostra dedicata all’artista messicana che, dopo aver ottenuto consensi a Parigi e Roma, arriverà anche a Genova, presso Palazzo Ducale, nel prossimo autunno.

VIVA LA VIDA!

Scritto da Pino Cacucci

Interpretato da Annapaola Bardeloni

Con la partecipazione straordinaria di Luisella Tamietto

Regia di Giovanni Boni e Renzo Sicco

Montaggio video di Marco Pejrolo

Assemblea Teatro

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