Scrittrice, maledetta, visionaria, santa: “Io Virginia” di Emanuela Rolla al Teatro Garage

di Gaia Clotilde Chernetich

Immagine

Ci sono opere che per la loro grandezza tendono a sovrapporsi alla vita dei loro autori quasi fino a cancellarne la reale memoria biografica e, allo stesso modo, ci sono esistenze di uomini e donne esemplari che, per le loro qualità, tendono esse stesse a mettere in secondo piano le opere che hanno prodotto. Infine ci sono altri casi, preziosi e forse un poco rari, in cui biografia e opere si intrecciano in un dialogo fruttuoso, riconoscibile anche dal punto di vista esterno di chi a un’opera, semplicemente, “assiste”: sono questi i casi in cui il vissuto e l’operato interagiscono riflettendosi, assecondandosi, contraddicendosi magari, e rendendosi – a volte – perfettamente indistinguibili.

Forse è così anche per l’iconica Virginia Woolf che Emanuela Rolla porta in scena nella sua nuova creazione “Io Virginia”, in programmazione al Teatro Garage di Genova e – prossimamente – al Teatro Manhattan di Roma (dal 30 Gennaio al 2 Febbraio).

Il testo dello spettacolo, scritto e interpretato dalla stessa attrice genovese, prova coraggiosamente a farsi carico degli assilli, delle ossessioni, ma anche di quel nucleo liquido, di quel potenziale stato di grazia che affiora dalla lettura e dalla vita di un’impetuosa, imprendibile, viva e realissima donna: Virginia Woolf.

Attraverso un’interpretazione che non concede artifici vocali al dipinto fisico di una follia che qui e là emerge dal personaggio, Emanuela Rolla restituisce la vita di una donna quotidiana e visionaria, allo stesso tempo santa e maledetta.

Tormentata da violente emicranie, Virginia sa che il suo dolore fisico è invero una porta d’accesso alla grazia, a quella calma lacustre che è possibile, nella sua mente come all’interno del suo calamaio, e dalla cui superficie lucida emergono personaggi e narrazioni che, nonostante la loro radice freudianamente autobiografica, riescono comunque a rendersi indipendenti, vivi.

Sullo sfondo di questo sviluppo narrativo, incentrato in modo particolare sull’ossessione estrema di una ricerca indefessa dell’identità come appiglio ultimo e rifugio necessario a fronte della brutalità della realtà circostante, in video appaiono – come in una sovrimpressione – altre storie in bianco e nero: la diversità complementare della sorella Vanessa, l’insostenibile infelicità del trasferimento coatto a Richmond, il marito Leonhard – vittima e carnefice – e l’adorata Vita Sackville-West, donna amata da Virginia e capace di rinnovarne le energie.

In scena, Emanuela Rolla sostiene queste digressioni narrative con la voce, come s’è detto, ma anche con una danza quotidiana essenziale e pulita che avviene nella cornice di uno studio, luogo di scrittura e ritrovo abituale di molti dei suoi fantasmi.

Si intravede ad un certo punto, in uno dei video, un lauto omaggio a quell’universalmente compianta Pina Bausch che, manipolando sapientemente la nudità biografica di generazioni di uomini e donne, ha saputo illuminare e rendere chiare, di loro, sante e diaboliche nature universali. Qui tre uomini circondano Virginia, la muovono, la fanno danzare, la tengono stretta: sono le voci che lei sente, le sue ossessioni.

C’è una donna in carne ed ossa, dunque, e c’è la sua storia, altrettanto terrena, della quale Emanuela Rolla si mette interamente a disposizione. Il pubblico vive, qui, l’inversione di quel processo per cui di qualcosa cui assistiamo raramente possiamo conoscere le energie che hanno condotto alla sua creazione, sia questo “qualcosa” un’opera oppure una vita intera. E questo, senza dubbio, nel buio della raccolta Sala Diana del Teatro Garage, ha fatto dello spettacolo una preziosa occasione.

Io Virginia

di e con Emanuela Rolla

nei filmati Roberto Serpi, Susanna Gozzetti, Margherita Remotti, Luca Cicolella, Igor Chierici, Giovanni Serratore

riprese e montaggio video Federica Barcellona e Fabrizio Denaro

scenografia Aline Bozzo

costumi Almanacco

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: