“Sabbatico”: Pino Petruzzelli in viaggio alla scoperta di sé e degli altri

di Chiara Romeo

Il Centro Teatro Ipotesi di Genova ha portato in scena un nuovo interessante lavoro, uno spettacolo in cui – riprendendo un tema di grande attualità – Pino Petruzzelli e Paola Piacentini hanno deciso di dare voce a Gerardo Cozzolino, il ragioniere della catena di supermercati Pam mandato in cassa integrazione.

La regia di Sabbatico punta all’essenzialità: niente oggetti di scena se non un cumulo di funi, un solo interprete sul palco vestito con un semplice paio di jeans, una t-shirt, una camicia e un paio di sneakers. Anche l’entrata in scena di Petruzzelli è semplice: l’attore fa il suo ingresso andando a sedersi sull’accozzaglia di corde, accompagnato da ritmi jazz manouche e dagli applausi fragorosi di un pubblico che già sa di non rimanere deluso.

Nello spettacolo, tutto ruota attorno alle vicende del cassaintegrato che decide di affrontare la sua precaria situazione mettendo in pratica il consiglio di un saggio cinese: “Paltile! Viaggiale!”. Petruzzelli coinvolge il pubblico con la sua voce rassicurante: ci sembra di alzarci dalla nostra poltrona del Teatro Duse, ci sembra di lasciare Genova e di viaggiare insieme a lui, attraversando un’Italia poco nota, quella dei boschi, dei paesini, delle autostrade, degli autogrill e delle locande vecchie e dimenticate.

La sua voce trasformista – che da sola riesce a caratterizzare ogni personaggio del racconto – e i suoi gesti così naturali e carezzevoli, accompagnati da giochi di luce e da un tappeto sonoro di grande effetto, definiscono gli eventi e gli stati d’animo del protagonista, permettendoci di conoscere tanti personaggi, che non sono poi così immaginari e lontani dalla realtà.

L’attore, come se avesse una tela davanti a sé, dipinge il suo racconto con pennellate di profonda espressività. Sembra davvero di poter vedere ciò che descrive: immaginiamo Squinzano, proprietario del supermercato, l’unno-salvatore, la fatale Ana Krovaskij, il venditore pugliese Pinuccio, il frate francescano, Padre Antonino che soffre di sciatica, di artrosi, di diabete e che ha anche “i trigliceridi”, ma anche gli anziani padroni del ristorante, Mimì e Caterina. Viviamo l’ansia di Gerardo che si perde nel bosco, ci commuoviamo quando scopriamo la triste vicenda “dell’Unno”, ci divertiamo con i musicisti occitani e gli infiniti post-it gialli di Ana Krovaskij; ci sembra di mangiare con il protagonista quel “formaggio in avanzato stato di stagionatura” e di bere il centerbe francescano ormai fuori produzione.

Quello di Gerardo è un viaggio che va ben oltre la fisicità del percorso: è un cammino fatto non solo  di scarpinate lungo sentieri di montagna e di chilometri percorsi su un carrozzone o su un camion, tra le cacioricotte e le piadine vecchie di un mese; si tratta di un viaggio tra identità e vissuti che, alla fine, sono la parte più interessante del cammino contro i pregiudizi, all’insegna del rispetto e della comprensione, del recupero della memoria e delle radici, dove si impara che “il mondo, davvero, non è fatto solo di delinquenti, di brutta gente”. Questi, d’altronde, sono concetti-chiave evidenti in tutti i lavori di Petruzzelli, un attore che ama dare  voce a  tutte quelle persone che si trovano a sopportare situazioni complicate, che spesso hanno paura di parlare e di denunciare le proprie difficoltà che pochi, probabilmente, ascolterebbero.

Sonore risate e tristi sospiri hanno sottolineato le vicende raccontate dall’attore: il lieto fine della storia ha fatto sorridere gli spettatori che hanno intensificato il volume degli applausi. Pino Petruzzelli non ha esitato a invitare il pubblico a credere nel viaggio e nel cambiamento che può interessare  ogni persona: “in fondo cosa abbiamo da perdere? È sempre la paura a bloccarci”. Come Gerardo, anche noi non dobbiamo perdere la speranza: “La grandezza della vita non sta nel numero di vittorie ottenute, ma nel numero di volte in cui si è avuta la forza di rialzarsi e ripartire”.

Teatro Duse – Teatro Stabile di Genova

Sabbatico

Regia e interprete Pino Petruzzelli

Musiche Django Reinhardt

Produzione: Centro Teatro Ipotesi, Teatro Stabile di Genova

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