News da Bologna: Musica Nuda – Banda Larga Tour

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di Anna Camisani

Una cosa è ascoltare a casa, per strada, in autobus, i Musica Nuda, averli come sottofondo e compagnia, un’altra è essere a un loro concerto, catturati per quasi due ore dal palcoscenico.

Dal buio di scena emergono due figure: un apparentemente classico contrabbassista jazz e una minuta cantante con un’immensa voce e un’immensa gonna a balze di tulle e un coprispalle di piume. I Musica Nuda, Petra Magoni e Ferruccio Spinetti, sul palco del Teatro Duse per festeggiare, anche a Bologna, il decimo compleanno del loro progetto. Per l’occasione è stato inciso il disco Banda Larga, realizzato con la collaborazione di un’orchestra. Ma, in scena, c’erano loro, i maestri del gioco con le note e il silenzio, loro che con la carica delle loro corde riescono a colorare l’aria dei teatri e a coinvolgere le platee più variegate.

Essere a un loro concerto è come trovarsi ad un primo appuntamento; si inzia con due pezzi classici, un omaggio alla Francia (dove il duo ha un grande successo) La chanson des vieux amants di Jacques Brel e De rondes dans l’eau di Pierre Barouh, come una presentazione, un “Ciao come va? Stiamo insieme stasera?”, si scalda la voce, si ammorbidiscono le corde e con la dolcezza delle sonorità francesi è come se prendessero il pubblico sottobraccio. Poi si comincia a passeggiare insieme, sulle note di classici italiani Carica Erotica, Bocca di rosa; il duo si racconta con pezzi suoi, qualche ammiccamento reinterpretando magistralmente pezzi noti e…ormai si passeggia sulla stessa l’unghezza d’onda e la sintonia cresce. Dopo poco più di mezz’ora quello tra il duo e la platea diventa una chiacchierata coinvolgente e animata che sfocia in un vortice sinergico di note e applausi.

La forza del duo Magoni-Spinetti sta nella loro capacità di saper coinvolgere, avvolgere, chi li sta ascoltando, con la giocosità delle note e i virtuosismi della voce. Una coppia complementare: frizzante ed esuberante da un lato, pacata e sorniona dall’altro che attraverso il dialogo musicale e non solo, spesso suscita ironia e divertimento.

Per la data bolognese il duo ha percorso tutto il repertorio, facendo bis su bis con Il cammello ed il dromedario e Come together per soddisfare tutte le richieste provenienti dal pubblico, diventendosi e regalando grandi emozioni e soprattutto non risparmiandosi su nulla, nemmeno sull’incredibile e lunghissimo acuto di Guarda che luna, che ha concluso la serata.

Mercoledì 27 novembre 2013, Teatro Duse, Bologna

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