“Il nostro amore schifo” inaugura il Teatro Altrove, sperando che sia per sempre!

di Gaia Clotilde Chernetich

Ha riaperto il 13 novembre scorso e vivrà grazie alla sinergia di sette associazioni attive sul territorio cittadino: Circolo Arci Punto G/Belleville, Arci Liguria, Arci Genova, Disorderdrama, Laboratorio Probabile Bellamy, Associazione Culturale Narramondo e la Comunità di San Benedetto al Porto. Eccolo qui, il nuovo Teatro Altrove di piazzetta Cambiaso a Genova, finalmente riaperto dopo tanti, troppi mesi di infelice chiusura. Cinema, teatro, musica, eventi, un bar e un bistrot sono gli ingredienti del nuovo cocktail “gastro-culturale” da degustare in città, nel quartiere della Maddalena.

Dopo i numerosi appuntamenti della festa di inaugurazione, la stagione teatrale è iniziata con Il nostro amore schifo, uno spettacolo di Francesco d’Amore e Luciana Maniaci con la regia di Roberto Tarasco.

Con una recitazione allo stesso tempo pulita e grottesca e un testo efficace, i due giovani protagonisti attraversano quella classica serie di situazioni spietate in cui l’emblema granitico della coppia – evidentemente dotata di uno speciale, genetico masochismo – continua a schiantarsi contro i suoi soliti, dolorosi e oltremodo noiosi clichè. Senza esagerarne le somiglianze, ma in modo chiaro, alcune sfumature della coppia in scena si rifanno alla celebre coppia televisiva che ha fondato il proprio ménage e la propria notorietà sul virale, mefistofelico ritornello: “che barba, che noia”. Eppure, incredibilmente, in tv come in teatro, la coppia regge. E così accade anche in Il nostro amore schifo. Il trucco? Non c’è. O meglio, è il gioco – anche nel senso di jeu recitativo – a reggere se stesso, grazie alle reiterate fughe dalla crudele realtà verso una più umoristica e sostenibile “surrealtà” che non può fare altro che suonare, anche fuori dal teatro, maggiormente veritiera. E qui prima fa capolino poi irrompe completamente quella confusione di senso che porta il pubblico dritto alla comicità di un’incomunicabilità di coppia, magari un po’ vintage, ma sempre attuale. Lo spettacolo ci ricorda che l’unione può essere il luogo dove, se vogliamo, se lo accettiamo, possiamo fare dell’altro ciò che vogliamo che sia, e volenti o nolenti ci prestiamo anima e corpo a questo gioco caldo di divieti e concessioni, mentre la personalità individuale – ormai gracile, slabbrata e striminzita, poverina – tenta grossolanamente il suicidio in nome della libertà, ma invano.

È così, dunque, l’amore per sempre, un’eterna violenza del cuore, ma la più dolce. Lui non desidera altro, ma non arriverà alla morte, forse perché anche a morire bisogna essere in due, bisogna farlo insieme. A questo punto è ormai più che inaccettabile ed è destinato a giacere laterale ed incompreso il tentativo di un “ti amo, per ora” di lui, in opposizione al “ti amo, per sempre” di lei che si realizza – in effetti, le donne hanno sempre ragione! – con tutta la forza comica di una profezia che si autoavvera.

Francesco D’Amore – il fidanzato – non è solo l’eterno presente, nella pièce, ma anche un presente vero e proprio, un dono di compleanno che si presta al gioco della sua pubblica mortificazione: l’amore è un mistero. Arriva come un dono d’amore pronto al consumo, lui, ironico e disperato, ma lei non può vedere che lui, in fondo in fondo, desidera solo morire. Significhi quel che significhi, questa morte, e costi quel che costi, lui non ci riuscirà: mai! Il vetro di una lampadina sbriciolata in una torta sarebbe una morte davvero perfetta, ma lei, che la lampadina nella torta la mette davvero, non ci sta, e la lampadina a fine cottura è nella torta, sì, ma inutilmente intera. Finiranno vecchietti insieme, infine, sorretti dalle stesse illusioni dell’inizio, canuti, piegati e deviati, eternamente amari e conflittuali, comicamente uniti in nome dell’amore. Per sempre.

ilnostroamoreschifo

Il nostro amore schifo
di e con Francesco d’Amore e Luciana Maniaci

Regia: Roberto Tarasco
Allestimento: Lucia Giorgio
Produzione Nidodiragno

Lo spettacolo è andato in scena il 22 e 23 Novembre 2013 al Teatro Altrove.

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