Shakespeare, nuovi giochi e impegno civile: continuano le proposte dei “Ragazzi sul palco”

di Paola Fossa

Il festival continua: all’insegna della qualità e della varietà di visioni, ecco alcune delle ultime proposte dei “Ragazzi sul palco”.

La tempesta

Il Liceo Giordano Bruno di Albenga ci propone la messa in scena di un classico shakespeariano, con freschezza e levità. Il testo, ridotto, è riproposto con alcune belle idee, come l’arrivo dei naufraghi, vestiti da colorate mantelle di plastica, su un’isola “arredata” solo di pile di libri: è la conoscenza l’unica arma rimasta a Prospero, legittimo duca di Milano esiliato, che con le sue arti magiche opera per restituire alla dolce Miranda, sua figlia, il trono usurpato. Gli attori si muovono con abilità espressiva, affiancati da una scelta musicale a volte ironica che addolcisce il tono tragico del testo, mentre sullo sfondo scorrono immagini marine, a seconda del momento tempestose o dolci. Un dettaglio: le immagini vengono proiettate su lunghi fogli di carta bianca stropicciata; niente a che vedere con un semplice lenzuolo, il rumore che i fogli producono scontrati dagli attori è il rumore del mare, le increspature della carta sottolineano la turbolenza della tempesta.

La fantasia riscoperta nel Black Out

L’idea della scuola media Jean Piaget di La Spezia è cucita sui giovanissimi attori: un gruppo di ragazzini si riunisce per un torneo di Play Station a casa di uno di loro; primo intoppo, la sorella poco più grande, che – un po’ per dispetto – risponde invitando le amiche lo stesso pomeriggio. Ecco dunque una trentina di ragazzi e ragazze che si sfidano davanti allo schermo del gioco, finché… salta la luce. L’evento disturbatore è un semplice temporale che li lascia senza televisione e senza computer; riscoprendo, insieme alla consueta cassa di vecchi giocattoli in cantina, il potere della fantasia, il gruppo reimpara a giocare. Il testo, semplice ed efficace, è portato in scena con ritmo, entusiasmo ed energia, in uno spettacolo francamente divertente, a tratti ironico, di grande leggerezza.

Cose da pazzi, lo stress della vita moderna

“Finalmente un liceo classico che non fa qualcosa di greco” si sente mormorare tra le prime file dai giovani spettatori. Eppure, è quasi una moderna tragedia quella che ci propone, per la regia di Enrico Campanati, il Liceo Classico Colombo di Genova: la tragedia della nevrosi del presente, raccontata con ironia in quadri di follia quotidiana. La forma è quella del collage di testi, da svariati autori, agile e interessante, recitato con energia dal “coro” di attori. E, come nella tragedia, si procede per episodi, fotografie delle nostre inquietudini e del nostro vissuto: i rumori della città, la ristrettezza del tempo, il denaro, l’egoismo, la perdita degli ideali, l’insoddisfazione. A tratti, si svela un protagonista, un deuteragonista, qualche voce esce dal coro per gridare la follia del nostro stato; ma prontamente ricade nel delirio collettivo, torna a far parte del coro nevrotizzato che, in fondo, tutti noi siamo.

Prima vennero a prendere gli zingari…

La scuola media statale Boccanegra – Enrico di Genova ci propone, con eleganza e serietà, uno spettacolo contro tutte le discriminazioni. Discriminazione è quella che ha colpito gli Ebrei nella Germania nazista, è quella che colpisce i nomadi in ogni terra e in ogni tempo, che ha colpito gli immigrati italiani in America, che è così simile a quella inflitta a coloro che migrano oggi in Italia. Discriminazione è paura del diverso, ma anche indifferenza sociale: non meno discriminati sono i due anziani signori che discutono sulla panchina di una casa di riposo, vivendo l’incubo dell’impossibilità della comunicazione e della comprensione umana. Il testo, che mette insieme diverse esperienze, forme e temi, è portato in scena dai giovani attori con un’efficacia e una convinzione sottolineate da un’azzeccata scelta musicale; e ci portano con grande forza le parole di Bertolt Brecht: “prima vennero a prendere gli zingari (…) gli ebrei (…) gli omosessuali (…) i comunisti (…) quando vennero a prendere me, non era rimasto nessuno a difendermi”.

Un delitto gusto fragola

Giocare a fare un giallo. È questa la – riuscita, e divertente – proposta dei giovanissimi dell’Associazione Culturale Academy di Oleggio (Novara), capofila di uno dei progetti interscolastici ospiti. Un omicidio che in realtà non c’è stato, una falsa pista, un detective con impermeabile e assistente sciantosa d’ordinanza, un giudice severo, un avvocato stupido e narcisista. E un maggiordomo, ovviamente. La scena è un’aula di tribunale, la narrazione è tutta nelle ricostruzioni dei testimoni e negli interventi del detective. I giovani protagonisti si – e ci – divertono con una recitazione pulita e allo stesso tempo allegra ed energica; ci restituiscono tutta la forza e il divertimento del gioco, e del gioco scenico.

L’uccellino azzurro e l’anima delle cose, un finale in sogno

A concludere il Festival, la sera di venerdì 24 maggio, in un clima di festa generale, è lo spettacolo della scuola media Camillo Sbarbaro di Borgio Verezzi. Il testo scelto dalla scuola locale è un adattamento de L’uccellino azzurro, “fiaba teatrale” del poeta e commediografo belga Maurice Maeterlinck. Tre bambini si mettono in viaggio alla ricerca dell’uccellino azzurro, perduto simbolo della felicità. Nel cammino fantastico sono aiutati dalle anime degli Animali e degli Elementi, liberate dalle loro “gabbie” fisiche grazie all’aiuto di una magica pietra preziosa. La potenza evocativa, immaginifica e poetica del testo fluisce in una scenografia essenziale di gabbie vuote appese, in cui si muovono personaggi dai costumi fiabeschi, vaporosi, dai colori tenui. Un sogno poetico di speranza nel mondo dell’invisibile.

20 – 24 maggio 2013

IX Rassegna Regionale di Teatro della Scuola “Ragazzi sul palco”

Teatro Gassman

Borgio Verezzi

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